Buon Natale da In braccio alla luna

Dopo un autunno indaffaratissimo ad avviare progetti, collaborazioni, dare tanto tempo e risorse, ricevere amicizia stima e affetto In braccio alla luna va in vacanza e vi augura buone vacanze. Ci rivediamo il 6 gennaio per festeggiare insieme l’Epifania con una festa pensata per e con i bambini e genitori che ci seguono.

Per il prossimo anno non abbiamo nessun buon proposito, non ci anima nessuna aspettativa particolare, sentiamo proprio l’impulso di partire, metaforicamente e fisicamente, ci piacerebbe proprio prendere l’auto e metterci in viaggio per qualche giorno, andare a Roma, Firenze, Assisi per eremi e ostelli. Via dal caos dei preparativi per il Natale consumistico e consumato, via dai cenoni fatti a casa coi parenti e amici perché così si deve, via dalla sistemazione, ma precari, o detto con una parola antica, pellegrini, verso ciò che ci sospinge alla ricerca della nostra vocazione più vera. Vogliamo partire con il desiderio di stare insieme ai nostri figli che tutto l’anno trasciniamo di settimana in settimana inanellando impegni inderogabili, compiti scolastici da fare, attività extrascolastiche da ammassare. Tutto l’anno siamo insieme ma lontani, adesso chiudiamo con l’ordinaria follia, per goderci ogni ora. Per essere presenti. E quindi doni. Passare del tempo stillato goccia a goccia, come un buon rosolio, incollare ricordi e affetto all’album della nostra storia.

Quanto ai nostri cuori, che questo tempo di Natale ci conceda di poter dare quel che possiamo donare, sforzandoci di abbassare le aspettative. “Fly down!” ci dice Alice sorniona quando le facciamo qualche richiesta e lei protesta il suo bisogno di lentezza mandandoci anche a quel paese se è il caso. È vero che ancora l’adolescenza per lei è lontana, ma tant’è. Quel suo “Fly down!” ci fa ridere a crepapelle e ci fa riflettere anche. Sì, ci comunica quello che è un monito e un consiglio di vita. Alice la saggia!

Che questo Natale ci conceda di lasciare a ognuno i suoi limiti senza pretendere di ricevere l’ascolto, la tenerezza, l’affetto, l’attenzione che vorremmo ma solo ciò che possono darci e che ci spinga invece ad uscire, a metterci in gioco, a lasciare le rassicurazioni, a rischiare, a metterci in cammino. Un passo dopo l’altro. A incontrare gli altri. Siano anche solo i nostri figli, che ci inchiodano alle nostre più sottili capacità di ascolto, tenerezza, affetto e attenzione, o gli ammalati soli che non hanno nessuno con cui trascorrere il Natale, come quelli a cui ha avuto l’opportunità di portare biscotti, sorrisi e compagnia ieri pomeriggio Matteo con le sue catechiste del corso di Cresima, vivendo il senso più profondo del Natale. A volte gli altri da incontrare sono anche i nostri casi persi. Ma questa è un’altra storia. Fly down, Marika.

Partire per stare vicini, per fare quel che durante l’anno non si può fare perché la vocazione che ci interpella è vera solo quando diventa utile agli altri e non quando si chiude in un godimento narcisistico, in compiacimento, uscendo dal bisogno e trasformandosi in desiderio che dà forma alle cose, perché è nei sogni che iniziano le responsabilità. Ci auguriamo solo quella speranza che la gioia che traspare dai nostri sorrisi innamorati si diffonda, contagi chi ci sta intorno, arrivi lontano perché a questo siamo chiamati, a diffondere gioia. Buon Natale di cuore, ci rivediamo per la Befana!

Marika e Vincenzo.

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