Trasformare il dolore antico: via crucis

Qualche giorno fa, mentre ero in auto con mio marito alla guida e i miei figli dietro, sulla statale che congiunge Acqua dei Corsari e Ficarazzi mi sono girata a seguire con lo sguardo un altare improvvisato in memoria della morte di un giovane. Lo trovo sempre riccamente adornato di lettere, foto, fiori artificiali e palloncini. Capita di trovarne altri simili in città. Dentro mi lasciano un senso di mistero e di profondo silenzio. In messicano questi luoghi si chiamano descansos, parola che traduciamo come luoghi di sosta e ricordano che proprio lì il viaggio di quella persona si è interrotto.

Questa per i cristiani è la Settimana Santa. In giro si vedono i manifesti delle varie parrocchie che organizzano le vie crucis. Io non ho mai amato prendere parte a questi riti collettivi. Anzi proprio a Natale e a Pasqua mi tengo lontana dalle chiese. Quest’anno vivo la passione di Cristo in un modo singolare, facendo una mappa che mi aiuti a vedere dove sono nella mia vita “le stazioni”? Dove i luoghi da commemorare? Dove quelli in cui non si è pianto abbastanza? Dove quelli in cui si è pianto troppo? Dove ho messo le croci? Dove sono quelle lapidi dove pregare donando riposo ai morti inquieti della mia psiche per lasciarli finalmente in pace?

“Siate gentili con voi stesse e fate dei descansos, luoghi di riposo per aspetti di voi che un tempo stavano andando da qualche parte ma non sono mai giunti alla meta. I descansos segnano i riti di morte, i tempi bui, ma sono anche note d’amore per la vostra sofferenza. Trasformano. Molto c’è da dire sull’appuntare le cose sulla terra in modo che non ci vengano dietro. Molto c’è da dire sul fatto di ridar loro l’estremo riposo.” (Clarissa Pinkola Estés)

Ecco allora che stamattina all’alba mi sono seduta al mio tavolo. Ho bruciato una foglia di alloro invocando la calma interiore, ho riempito una ciotola con l’acqua e tre gocce di olio essenziale di rosa canina ed ho tratteggiato una lunga linea ondeggiante su un foglio ed in ciascun punto dolente ho messo una croce. L’ho guardato, ho pregato e ringraziato e l’ho bruciato sulla fiamma di una candela. Poi ho sparso le ceneri al vento e mi sono ripetuta: La vita è da ora in poi.

Se vuoi anche tu arizona-roadside-memorial-300x232trasformare il tuo dolore antico e sciogliere gli addensamenti della tua storia in uno spazio protetto, scrivimi a inbraccioallaluna.palermo@gmail.com

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