Di tette giganti e Golem femmine

I risultati degli studi sul sesso sono precisi?

Se lo chiedeva Woody Allen nel suo famoso Tutto quelle che avreste voluto sapere sul sesso ma non avete mai osato chiedere. In questo film del 1972 apprezziamo l’irriverente voglia di Allen di esorcizzare il pubblico dai suoi tabù culturali, puntando dritto su sesso, fulcro dell’opera, e su religione, argomento sempre delicato, proprio per il suo uso scanzonato e ironico dello strumento artistico. In uno degli episodi del film, un ricercatore e una giornalista fanno visita al laboratorio del sessuologo, rinomato studioso, il dottor Bernardo. Troveranno ad accoglierli il suo assistente Igor e una serie di strani esperimenti tra i quali uno particolarmente pericoloso per la cittadina circostante, una mammella gigante. Una comica citazione di “Frankenstein” in cui però ad essere riassemblato non è un Golem, ma una parte del corpo femminile, che nelle fantasie maschili della cultura occidentale gioca un ruolo importante. Geniale lo scioglimento dell’azione, in cui verrà sventolato un reggiseno gigante, anch’esso componente del gioco erotico maschile. Non aggiungo altro al momento e vi invito a guardare un estratto dal film.

Ecco, mi è tornato in mente questo film quando qualche giorno fa è apparsa la notizia di una provocatoria istallazione ad opera dell’agenzia di comunicazione londinese Mother (un nome, un programma!) sul tetto di un palazzo in un quartiere periferico di Londra. Una mammella gonfiabile per supportare l’allattamento in pubblico.

Una mammella gonfiabile per supportare l’allattamento in pubblico? Ho capito bene? Mi sono chiesta se chi ha partorito questa idea volesse citare la Macrozinna alleniana, e soprattutto che tipo di messaggio subliminale arrivasse all’inglese medio rispetto all’idea di avere una tetta sul tetto.

Mi sono chiesta: davvero rappresentare l’allattamento attraverso una mammella gigante lo promuove? Più vedevo la foto, (perdipiù in cui il capezzolo veniva pixelato da Facebook!) più trovavo in tutta questa vicenda un modo come un altro per reificare la relazione di allattamento, per ridurre una parte del corpo femminile e la sua capacità di produrre latte e nutrire, che non è la stessa se manca lo sguardo, l’abbraccio, la presenza del neonato, ad un prodotto commerciale. Che differenza c’è tra l’utilizzo del seno, quasi sempre rappresentato come separato dal resto del corpo per vendere e consumare e questa istallazione? Da cosa l’inglese medio dovrebbe capire che si sta promuovendo la libertà di nutrire i neonati ovunque? Davvero una “tetta sul tetto” promuove l’allattamento in pubblico? O denota piuttosto una forma di psicosi collettiva? Ritengo che nel panorama attuale il concetto di “seno” sia un vero e proprio Objectum temporis nostri, prodotto di una cultura che cancerizza le donne e ne viviseziona i corpi (ovulo-utero-vulva-seno) per immolarli sull’altare della Grande Madre del consumo. Tra postmodernità e arcaismo, potenza imperiale e decadenza stiamo assistendo a un gioco pesante. Invasivo e mirante a raggiungere le pieghe più nascoste del corpo femminile e della sua simbolica, separandola in parti non più integrabili

Qui trovate la notizia sull’iniziativa #freethefeed

https://www.dailybest.it/pubblicita/un-seno-gigante-apparso-londra-supportare-lallattamento-pubblico/

Annunci

3 pensieri su “Di tette giganti e Golem femmine

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...