semi che germogliano

image“Mamma, chi è nato non muore!”

Matteo ci spiazzò con questa massima qualche settimana fa. Ed oggi le sue parole mi ritornano in mente tra tutti i pensieri scarmigliati e le emozioni che collidono fra di loro e si infrangono contro la parete del cuore.

Chi è nato non muore. Come questi semi di zucca lasciati a germogliare per due settimane ricoperti dalla pellicola. Era una bella zucca comprata al mercato del biologico con cui ho preparato il pranzo della Befana. E come non pensare, evocando queste parole, e stupendomi insieme a mio figlio più grande, di fronte a questo piccolo miracolo, alla Befana! Tiepida reminiscenza di un culto più antico che celebra la luminosa Dea dei sacri cicli eterni di terra e di luna, che muta la sua forma e conduce le stagioni. Portatrice di nuova vita e luce nel freddo e buio inverno. Filatrice del Destino, che trasmette la sua arte alle donne e agli uomini connessi alla natura perché la impieghino nelle loro vite. Coltivatrice delle profonde terre interiori, che insegna a coltivare i Semi nascosti, perché possano diventare ciò che sono nati per essere.

Una zucca è morta con il 2013, abbiamo deciso infatti di chiudere In braccio alla Luna come associazione culturale. I suoi semi però sono rimasti e germinano, eccome se germinano, riaccendendo la speranza nel cuore…

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**Sì, posso farcela**

Quando noi donne incontriamo la nostra dimensione femminile
nasce qualcosa.
All ’inizio forse non ce ne accorgiamo: la nuova consapevolezza è
come un seme sottoterra.
È rimasto lì a lungo, immobile, con tutto
il suo potenziale racchiuso.
Poi il cambiamento!
L’incontro con il femminile è come l ’acqua per quel seme. Piove
sulla terra arida, scorre tra i suoi spazi granulosi,
la rende morbida e tenera.
E raggiunge il seme.
In quello spazio umido e fertile si muove qualcosa:
nasce un germoglio.
È il germoglio della forza e del potere femminile.
È una consapevolezza che giunge dal profondo, sussurra parole di
coraggio, di volontà, di sicurezza, di stima, di conforto,
di tenerezza, di gioia.
Sì, posso farcela, dice quella voce.
Sì, io valgo, ricordano quelle parole.
Sì, io merito, sussurra quel canto.
È il dialogo interiore di una forza che nasce,
di un potere che può trasformarsi
in una pianta grande e rigogliosa.
Quando le donne incontrano la loro dimensione femminile
smettono di avere paura,
smettono di farsi trafiggere il cuore dagli amori impossibili,
smettono di dirsi “no, non sei capace”, “non ce la farai mai” ,
“non vali niente”,
smettono di dire “sì” a tutti solo per essere più apprezzate,
smettono di gettare tutte le forze dove non serve
facendo a brandelli i loro desideri,
smettono di lasciare se stesse in fondo alla lista,
smettono di voler essere indispensabili per tutto e per tutti
oberandosi di lavoro,
smettono di vivere una vita fatta di sogni spezzati,
smettono di offrirsi ai coltelli affilati,
alle unghie che graffiano il cuore e l ’anima,
smettono di essere l ’oggetto degli insulti,
il modello di una dignità messa sotto i piedi,
smettono di dare la loro vita a qualcuno
senza riprendersela mai indietro.
Quel seme ora si è risvegliato. E racchiude la forza
intensa del femminile. È il suo potere.
Si posso farcela, dice il suo germoglio.

Olofem: femminile sconosciuto- Simona Oberhammer