Riprendersi il Rosso

Ieri si è celebrata la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

 Il rosso è il colore con cui le scarpe dell’artista Elina Chauvet hanno raccontato, anche per le strade di Palermo, il femminicidio e, soprattutto, l’assenza delle donne uccise.

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Nel suo bellissimo Donne che corrono coi lupi Clarissa Pinkola Estès scrive:

Vita e sacrificio vanno di pari passo. Il rosso è il colore della vita e del sacrificio. Per vivere una vita vibrante dobbiamo fare sacrifici di ogni genere. Per frequentare l’università si devono sacrificare tempo e denaro, e bisogna concentrarsi molto nell’impresa. Per creare occorre sacrificare la superficialità, qualche sicurezza, e spesso il desiderio di piacere, e far affiorare le intuizioni piùintense, le visioni più grandiose. Il problema sorge quando il sacrificio è grande ma da questo non nasce vita. Allora il rosso è il colore della perdita, non della vita.”    (C. Pinkola Estés, Donne che corrono coi lupi, pp.229-230, Frassinelli).

Ieri abbiamo ricordato assenze assordanti, oggi dobbiamo dare corpo a quelle assenze, raccontando presenze differenti.

C’è tanto lavoro da fare. E’ necessario che gli uomini prendano parola su tutto questo, perché la violenza maschile non è “una questione di donne”.

Molti hanno cominciato a farlo.  L’associazione Maschile Plurale, per citarne una, sta facendo un grande lavoro per esempio.  “Incontrare la libertà e l’autonomia femminile – scrivono (Qui) – ci mette di fronte al nostro limite e alla nostra parzialità. Quest’esperienza, invece di essere motivo di frustrazione, può dare inizio alla ricerca di una relazione libera, di uno scambio sessuale e affettivo nella differenza. Si tratta, per noi, di seguire un’altra idea di felicità, liberando la nostra capacità di cura e il piacere dell’incontro, mettendoci in gioco fino in fondo nella relazione con l’altro/a”.

È necessario decostruire nelle nostre vite gli stereotipi del maschile e del femminile che ingabbiano tutte e tutti. 

È necessario che il rosso torni ad essere prima di tutto il colore dell’energia e di una vita spesa a raccontare la propria creatività.  Non solo, non soprattutto, quello del sangue rubato, versato e perduto.

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