Daniela, Peppe e Mario, storia del loro hba3c*

(*Hbac è un acronimo che significa Home birth after cesarean section, hbc3c significa parto in casa dopo 3 cesarei.)

Daniela e Peppe mi contattano tramite Ester, una cara amica di Daniela.

Sono in attesa del loro 4 figlio; i precedenti sono tutti nati con taglio cesareo. Mi faccio raccontare, prendendo appunti, di ogni singolo cesareo (racconti che si arricchiranno sempre di maggiori particolari mano a  mano che il nostro percorso andrà avanti), mentre Peppe mi va illustrando la sua idea e le sue conoscenze riguardo “la fisiologia” di un parto. Io ne resto molto stupita …stupita di quante informazioni e sensazioni esatte abbia quest’uomo a riguardo, considerando che non ha mai vissuto in fondo un parto fisiologico con i suoi 3 figli!

Daniela è anch’essa parecchio informata. Conosce libri, evidenze scientifiche, numeri e statistiche. Mi chiede se fosse possibile avere un parto in casa per una VBA3C con la mia assistenza ed eventualmente con l’aiuto di una collega che però opera in tutt’altra zona della Sicilia.

La mia risposta da principio è negativa. Io non potrei, secondo le linee guida, assistere una pluricesarizzata a casa, né tanto meno poter usufruire dell’aiuto della collega in questione, in quanto le distanze non renderebbero fattibile il suo arrivo in tempi brevi nel momento in cui iniziasse il  travaglio di parto, soprattutto se di notte.  PERO’, per mia forma mentis,  non escludo mai nulla quindi per me, la conditio sine qua non è che si cominci un percorso di lavoro insieme, ovvero si inizino degli incontri personalizzati fin da subito; del resto, racconto loro, nella mia esperienza lavorativa “itinerante” ho già incontrato a Napoli, seguendo la cara collega Teresa De Pascale, una coppia nella loro medesima situazione ed anzi forse anche più estrema, in quanto l’ultimo nato con 3 tc non aveva ancora nemmeno compiuto  2 anni e la mamma ha partorito spontaneamente con un travaglio condotto completamente in casa per cui … si vedrà!

Daniela e Peppe decidono comunque di avere una conduzione medica per i nove 9 mesi a venire da parte del  ginecologo che li  ha seguiti per l’ultima gravidanza e si riservano di pensare alla mia proposta. Ci sentiremo dopo qualche settimana e Daniela mi dirà che ha deciso di iniziare un percorso con me, oltre quello che già sente di avere intrapreso ormai da tempo, anche grazie ai tanti confronti  avvenuti negli ultimi anni con la sua cara amica Ester.

Trascorriamo così parecchi mesi in una condizione di “sospensione” cioè senza mai veramente parlare di un parto a casa, l’unica cosa che mi è chiara è che questa volta Daniela ha tutte le intenzioni di non delegare più il suo parto e di voler mettersi in travaglio spontaneamente.

A Maggio tengo con la associazione che ho fondato “In Braccio alla Luna”  un workshop per mamme, ostetriche e doule, con la conduzione della mia insegnante Clare lo Prinzi, sulla Gravidanza Fisiologica e il Parto in casa a cui parteciperà anche Daniela. La magia di quest’incontro con tutte noi ha prodotto davvero un fiorire di eventi uno più ricco ed importante dell’altro: Eva, con la nascita “inaspettata” di suo figlio Martin in casa, la nascita in casa “voluta” , da parte di mamma Marzia, di Ginevra scelta maturata a 8 mesi compiuti (ovvero al termine del workshop con Clare) e naturalmente la nascita di Mario, anche questa in casa!

In questo magnifico e magico cerchio di donne Daniela, a cui guardo sempre con particolare attenzione, manifesta pienamente la sua intenzione di volere fortemente un parto fisiologico :

non mi consegnerò più questa volta!” 

“ Io avrò il mio parto che ci sia mio marito o l’ostetrica poco importa perché ho sognato di farlo anche da sola!” ….

E i suoi occhi hanno già cambiato gradazione di azzurro!

A luglio, durante una conversazione telefonica, le chiedo espressamente di iniziare con maggiore regolarità gli incontri con me, quindi una volta a settimana (i tempi cominciano ad accorciarsi) e lei di contro sente il bisogno sempre più pressante di coinvolgere suo marito. Iniziamo così il nostro percorso che ci porterà alla nascita di Mario qualche mese dopo. Durante i mesi a seguire vengono fuori dubbi, paure, domande di Peppe alle quali do risposte che spero possano dargli un quadro sempre più chiaro di ciò a cui andremmo in contro SIA che si ripeta un tc SIA che si realizzi un parto fisiologico. Muovo i tessuti di Daniela, tocco la ferita e la idrato ogni volta con olii e massaggi profondi. Mario in tutto questo risponde benissimo alle sollecitazioni mie e dei suoi genitori e i tessuti di Daniela sono forti ma allo stesso tempo cedevoli ed elastici. È tutto perfetto!

Anche quando alcune incomprensioni fra coniugi (il percorso è anche questo!) emergono, io gli sono accanto ed invito Daniela a chiarire, a tranquillizzare il marito…a dirgli quanto sia determinante per lei  la sua totale partecipazione al parto. Uso un termine ad un certo punto:  “noi dobbiamo essere una squadra, dobbiamo fidarci l’uno dell’altra e solo così potremo ottenere questo traguardo”; ed è ciò che accadrà infatti! Siamo diventati una squadra : Daniela, Peppe, Mario ed io!

Ci siamo stretti forte l’uno all’altra quando i tempi si sono accorciati e le ansie e paure esterne hanno cominciato ad arrivare, ad interferire con il lungo processo di abbandono che abbiamo lentamente avviato.

Ci siamo “stretti forte” quel pomeriggio in cui me li sono trovati davanti la porta di casa stanchi e affranti e  mi hanno detto subito “ci siamo venuti a rilassare da te!” e si sono reciprocamente abbandonati l’uno fra le braccia dell’altro mentre io massaggiavo le fasce muscolari della pelvi di Daniela, e con loro il piccolo Mario a cui ho cercato, col mio massaggio, di riportare fiducia e pace.

Capisco sia normale cominciare a fronteggiare tutto questo, come capisco che potrei ritrovarmi la paura della stessa Daniela o di Peppe al momento del parto, cosa del tutto naturale perché mi ripeto sempre che non stiamo parlando di una donna che abbia subito UN solo tc, bensì di una donna che ha conosciuto ben 3 tagli nella sua carne, al suo utero … ai suoi tessuti profondi ed è per questo che la mia chiarezza è stata da subito un’esigenza oltre che un dovere ed essere chiari a questo punto mi impone di dire “io ci sono e ti accompagno ovunque tu voglia concludere questo percorso!” 

Ecco perché Io non ho mai smesso un attimo di crederci, di credere in Daniela, Peppe e Mario!

Mi convinco che un mio cedimento, arrivati al punto in cui siamo, significherebbe consegnare questa donna meravigliosa nuovamente ad un intervento chirurgico.

Così, nella confusione di un trasloco appena compiuto, arriva Daniela con le contrazioni già iniziate la notte precedente. Alla visita il collo è sofficissimo e già dilatato di 2 cm abbondanti solo la PP (la testa di Mario) è risalita rispetto all’ultimo controllo, ma è ovvio! Troppi pensieri, troppo stress!

In ogni caso il suo collo risponde perfettamente alle contrazioni nonostante la testina non sia d’ausilio per un’apertura ancora più rapida dello stesso (perché è così che abbiamo sempre immaginato il parto di Mario, veloce e felice!).

Mi dicono che la casa è un cantiere aperto, che non c’è gas né l’acqua calda, ragion per cui domando se l’intenzione è quella di partorire in casa o di andare in clinica a travaglio inoltrato e stranamente è Peppe a darmi certezza sulla scelta della casa piuttosto che Daniela, la quale resta sempre sul vago. Io ancora una volta mi dico “poco importa! Ormai sono con loro e non mi tiro indietro qualsiasi sarà la loro scelta finale”.

A mezzanotte arriva la telefonata di Peppe che mi comunica che le contrazioni ormai sono sempre più forti e regolari e che cominciano ad apparire anche delle striature di sangue. Prendo le mie borse e vado da loro.

C’è caldo e silenzio per strada e ringrazio questo silenzio …. Abbiamo bisogno di estrema pace!

Daniela si aggira per casa tra una contrazione e l’altra mentre Peppe comincia a montare un’intera parete attrezzata nell’ “attesa”. È lui che incita Daniela a far presto, a fare quattro spinte così i ragazzi si svegliano con il fratellino già nato e MAI e sottolineo MAI fa accenno alla clinica. Sentendo le sue parole hai la netta sensazione che non c’è altra alternativa se non la nascita di questo figlio in casa! Tutto procede secondo manuale: contrazioni dolorose e ritmiche, sensazione di dover andare in bagno a svuotare retto e vescica; solo ad un certo punto Daniela mi dice di sentire dolore alla ferita, di sentirla tirare. Io ho come la sensazione, rafforzata da una forte nausea che arriverà da li a poco (la nausea è sempre sintomo di paura, di uno stato di ansia che si palesa attraverso il SN) , che le famose paure esterne stiano facendo capolino in questo momento,  così mantengo la lucidità facendo appello a tutte le mie conoscenze riguardo i tessuti e le domando se questo dolore la lascia con il finire della contrazione o se persevera anche dopo. Il dolore cessa con il cessare della contrazione, mi dice,  così le spiego che è assolutamente normale, che i tessuti hanno una memoria ed è più che normale che un “luogo” tagliato per ben 3 volte si faccia sentire ..manifesti tutto il suo dolore, appunto,  ma penso anche che devo trovare un modo per alleviarlo.  Così chiedo a Peppe che si adopera subito per scaldare dell’acqua con il Bimbi (mai avrei immaginato di trovarlo così utile questo elettrodomestico!) e comincio un bendaggio di tutta la zona della pelvi con le pezze calde. Appena poggio la prima sulla ferita Daniela tira un sospiro di sollievo e quasi incredula mi dice “non la sento più la ferita anche sotto contrazione”; le rispondo che sarà la nostra tecnica di analgesia naturale (e sono felice di averle alleviato dolore e timori di eventuali deiscenze!).

Le contrazioni incalzano ed anche l’attenzione di Daniela comincia a scemare. Parla sempre meno, desidera stendersi sul letto e continuiamo la dilatazione e l’appianamento del suo fortissimo collo dell’utero stese sul letto.

Non mi parla più della “ferita”, ormai non esiste più per nessuno di noi. La guardo affrontare le contrazioni più forti, più intense e capisco che ormai è dentro e non ho bisogno di sincerarmi di nulla perché adesso lei non è più una precesarizzata, è una mamma come tutte le altre, una mamma che sta mettendo al mondo il suo bambino naturalmente! Io non la mollo un attimo nemmeno quando si assopisce fra una contrazione e l’altra. Sostituisco continuamente le pezze calde, alimento questo calore anche con 2 borse dell’acqua calda che Daniela stessa ha richiesto a Peppe, tutto ciò mentre i loro figli dormono nelle stanze accanto.

Solo il più piccolino, Lorenzo, trascorre una notte “travagliata” svegliandosi continuamente… evidentemente sente la sua mamma e in qualche modo tiene anche il suo papà impegnato! Alchimie dell’amore anche queste.

Io non visito quasi mai durante i travagli, ne so leggere i segni senza bisogno di invadere una donna che è già di per se impegnata nel suo “lavoro”;  ecco perché, quando intuisco che la fase dilatante di Daniela si è completata, le domando se sente la sensazione di spingere. Lei mi risponde che non lo sa, che non lo capisce. Mi intenerisce il cuore … ma so anche che lei è una mamma come tutte le altre ovvero è così che va trattata, non sarò certo io a farle credere ancora una volta che “non è in grado di partorire”, così le dico “tesoro certo che lo sai, lo puoi sentire perché è dentro di te per cui non perdere il contatto e quello che arriva assecondalo come meglio ti viene”. Trascorre quel periodo fisiologico in cui mente e corpo si “organizzano” e inizia così anche il periodo espulsivo!

Non sarà troppo celere perché intanto si è fatta l’alba ed è quasi ora che i ragazzi si alzino per andare a scuola; questo ritarderà un po’ la discesa di Mario ma anche questo è normale che sia così!

Infatti, appena chiusasi la porta di casa ed usciti i ragazzi, Daniela chiama Peppe vicino a sé e cominciamo le spinte della nascita. Peppe è meraviglioso! Le tiene la mano senza lasciarla un momento mentre la incita, le sistema i cuscini dietro la schiena, le dà consigli utili e giusti per le posizioni migliori da assumere durante le spinte …io non posso fare a meno di dirgli “pari insignatu!”

Ancora una volta mi beo della perfezione di questo momento! Daniela è una leonessa, Peppe è il suo sostegno vigoroso e Mario è l’espressione di tanta determinazione e forza!!

La sacca delle acque emerge per prima e si rompe creando ulteriore emozione in entrambi: Daniela perché pensa che Mario sia già nato, mi confesserà poi, e Peppe perché aveva sempre immaginato questo momento e adesso lo sta vivendo. Dopo qualche ulteriore spinta affiorano la cute ed i capelli di Mario. Chiedo a Daniela se vuole toccarlo così da sentire dove è arrivato e questa volta è lei a rispondermi : “non ce n’è bisogno. Lo sento dove è arrivato!” J

La testa esce delicatamente ed aspettiamo che ruotino le spalle; in quest’attesa io non smetto di tenere calore sopra la ferita e tutt’intorno al perineo. Mario ha seguito il calore per tutto il tempo.

Adesso è sopra Daniela mentre Peppe piange abbracciato a lei! Siamo felici, stravolti dalle forti emozioni che ci hanno percorso per tutta la durata del travaglio e personalmente anche dalle forti “pressioni” di cui ho sentito caricare questo parto ancor prima che iniziasse.

Daniela, Peppe e Mario ce l’hanno fatta!

Marzia Floridia

riproduzione riservata ©In braccio alla luna

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8 pensieri su “Daniela, Peppe e Mario, storia del loro hba3c*

  1. Che brava questa mamma, questo papà e questo bimbo. Tu Marzia tanto coraggiosa….che bello sarebbe conoscerti…ma non escludiamo nulla…vero?
    Susanna Marongiu (Cagliari)

  2. Scrivo Da Reggio Calabria, mi chiamo Agnese e sono mamma di tre bambini nati tutti con taglio cesareo…….per l’ultimo, Jacopo, avevo provato il vba2c…..ma, per cause non legate agli altri interventi, non è andato a buon fine. Oggi, a distanza di tre anni, sogno di riprovare la dolce sensazione della gravidanza e della maternità, e accarezzo l’idea di poter far nascere, con la sola forza del mio essere donna e mamma, magari una dolce bambina.
    Mi sento donna e viva nel mettere al mondo queste creature, che sono la ragione della mia esistenza! Apprezzo e ammiro il vostro lavoro e spero presto di potervi contattare dandovi una lieta notizia. Un abbraccio. Agnese.

  3. Il messaggio più importante secondo me, e’ che noi ostetriche dobbiamo semplicemente” stare ” accanto alla donna e sostenere i suoi bisogni. Non ne conosco molte di colleghe come te, cara. Purtroppo. Davvero grazie e complimenti. Spero ci si possa conoscere, prima o poi, Risaria da grottaglie ( Ta)

  4. Questo bimbo speciale ha ormai più di un anno, ma lo ringrazio e ringrazio voi per aver avuto fiducia. Il mondo è un po’ più bello, grazie a questa nascita.

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