temporali di luglio

24 luglio 2012

Cielo plumbeo, metallo fuso piove sui vetri, vento che ulula, spazza violento e selvaggio detriti e foglie. Occhi cercano oggetti seguendo le loro traiettorie. Non possono che errare. La mente a caccia di intuizioni come fantasmi. Impossibile possedere il fuoco, lo si può soltanto custodire. Custodire. È troppo cercare di combattere e manovrare sensazioni viscerali allo stesso tempo. Meglio andare lontano, meglio separarsene. Forse meglio scappare e rischiare di apparire insolenti e irrispettosi.

Imperativo categorico: riconoscere le trappole e non farsi rubare il fuoco. Mai. Neanche quando si è sott’acqua. Prima o dopo arriva il momento di liberare una rabbia che scuote i cieli e fa tremare la terra e in cui dare fuoco alle polveri. L’anima e lo spirito e il corpo gridano vendetta, gridano che il torto sia riparato. Ha provato le strade ragionevoli per ottenere un miglioramento, ma non portavano a nulla. Così, al momento giusto, andò a caccia della sua rabbia antica. Era il momento giusto per la pioggia, e pioggia fu.

La bellezza può essere affilata come una lama”. No. Che cosa falsa e turpe. Ogni bellezza è pura per i cuori puri e un’anima veramente selvaggia dovrebbe riconoscere e rispettare la bellezza senza lasciarsene turbare, senza volerla rubare, possedere, colonizzare. Ma la nostra, nella notte dei tempi, è diventata una specie cannibale. Troppi Ego ingombranti e bulimici si aggirano attorno ai fuochi, mostri informi come nani che escono dalle viscere della terra per ricoprirla con la loro sporcizia. Ed è proprio questa “la realtà che ha le mani di ciò che facciamo”. Pertanto lei oggi più che mai sa che siamo chiamate e chiamati a proteggere il fuoco dai nani e sa che non può farlo da sola, ma con un vero custode al suo fianco. Ci ha messo anni per segnare una differenza. Per rendere bello, vivo e visibile il suo fuoco. Anni di ascolto di se stessa e delle altre donne. Una vita spesa a progettare il futuro e a realizzarlo. Poco per volta. Pazientemente. Un cammino in cui sentiva di dovere fare spazio all’altra metà del cielo, agli uomini, ai padri, perché è interessata a ri-velare l’umanità di tutte e tutti. A tutte e a tutti quelli che le hanno dato una pista nell’intricato bosco delle relazioni tra i sessi e tra figli e genitori, lei dice grazie. Per i mille regali che riceve da loro ogni giorno, per le delusioni e le offese anche, perché non si può pensare ad ogni traccia utile, ad ogni fila di zampe e sentiero battuto se non con grande gratitudine. Dopo il temporale ha rammentato a se stessa che può sempre dissentire su pratiche e metodi e parole e non sentirsi in debito nei confronti di nessuno. Che la forza è nelle braccia che stringono il bastone-guida della propria libertà, che se te lo sei scelto fra tanti rami grezzi e rinsecchiti, costruito, levigato intagliato e decorato, sai che vuol dire e non te ne separi più. Se oggi lei è viva, intera, open-minded, generosa, libera, guardiana di fuochi e di acque, della creatività e della fecondità che ci abita tutti, tutte e tutti quelli che lo sono altrettanto sono sue sorelle e suoi fratelli. E il resto è storia.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...