Incontro ‘Noi siamo il nostro corpo’, presentazione del libro Volevo fare la Fulgeri di Marzia Bisognin

È con piacere che l’Associazione Culturale In braccio alla Luna vi invita

Martedì 26 giugno alle 16, presso la facoltà di Scienze Politiche

Via Maqueda 324, a Palermo

per la presentazione di

Volevo fare la Fulgeri

di Marzia Bisognin.

Con la presenza dell’autrice e letture a cura di Marika Gallo.

 

 

Volevo fare la Fulgeri è un romanzo di formazione che ruota intorno al tema della maternità. Sul filo di una narrazione autobiografica che si snoda tra la fine degli anni settanta ad oggi, racconta storie di donne sullo sfondo degli ultimi sessant’anni. Storie di partorienti e di un’ostetrica che possedeva l’arte della professione.

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Marzia Bisognin, doula e blogger. Madre di tre figli e nonna di due nipoti, appassionata ricercatrice sul tema della nascita. Ha condotto in passato diversi laboratori di canto prenatale. Più recentemente ha ideato e guidato laboratori di scrittura e narrazione in mezzo alla natura. Diarista per vent’anni, fotografa di cimiteri da dieci, oltre a questo libro ha scritto un diario di viaggio nella ex-Jugoslavia pubblicato sul sito dell’Osservatorio dei Balcani. Selezionata al Premio S.Vitale nel 2006 e nel 2007. Collabora saltuariamente alla rivista Una Città.

 

«Di questo testo mi ha colpito il modo molto concreto, molto carnale di raccontare la maternità; mi è piaciuto proprio perché, di solito, si fanno delle grandi allegorie sulla maternità, invece qui si sta ai fatti, al corpo. E’ una specie di corpo a corpo fra la donna che affronta questa esperienza e l’esperienza stessa. Con un’osservazione quasi da entomologo, lei narra senza alcun sentimentalismo e senza nessuna retorica, cercando di capire che cosa succede nel corpo della donna quando questa rimane incinta. Prende di petto e brutalizza il ruolo materno: in qualche modo lei dimostra che il ruolo non esiste» Dacia Maraini – “Io scrivo, tu scrivi” 19 giugno 1997 – RAIDUE

 

Mi sveglio col batticuore. È notte. Ho spesso contrazioni in questo periodo, ma questa è diversa, più profonda, come se qualcosa cominciasse davvero ad aprirsi. Sono emozionata, spero che tutto vada per le lunghe, devo abituarmi all’idea, ho paura e non voglio perdermi nulla. È come quando si sceglie se viaggiare in treno o in aereo. Il treno permette di arrivare con la mente e il cuore insieme al corpo, l’aereo accelera i tempi, è molto emozionante ma si arriva sfasati. All’epoca del calesse si sarebbe detta la stessa cosa del treno, ma i tempi sono cambiati. Ora voglio viaggiare in treno e guardare fuori dal finestrino.

L’evento sarà occasione per condurre un dibattito sulla gestione biopolitica dei corpi femminili, sull’affievolimento delle esperienze percettive delle donne moderne e su come si inserisce il lavoro della doula oggi in questo contesto. Qual è la strada che ha portato da “Il corpo è mio e lo gestisco io” alla figura giuridica dell’embrione e al 65% di cesarei di Palermo? E dove è lo scandalo, se lo scopo condiviso è tutelare “la Vita”?

 

L’ingresso è gratuito ma chi lo volesse può lasciare un contributo libero per aiutarci a coprire le spese di viaggio per fare venire l’autrice da Bologna a Palermo. Per info: In braccio alla Luna tel.  338 9799490

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