Letizia Alessandro Mirko e Christian

IL MIO PREZIOSO REGALO DI NATALE

(parte 1)

Sono già alla 40esima settimana e 5 giorni ed ho voglia di partorire. Finalmente, dopo due giorni di stretching, ginnastica e scale, comincio ad avere delle piccole fitte al basso ventre, comuni a molte donne quando aspettano la mestruazione.

Guardo l’orologio.  Sono le 04.30 di Venerdì 03 Dicembre 2010. Mio marito Alessandro dorme serenamente accanto a me e Christian, il mio primo figlio che ha 3 anni e mezzo, riposa nel suo lettino. Queste fitte disturbano il mio dormiveglia ogni 10 minuti esatti e non si fermeranno più fino al parto. Alle 09.30 decido di svegliare Alessandro e al mio “Ale…. Ci siamo!”,  salta giù dal letto e cominciamo insieme a preparare casa.. si, perché abbiamo deciso di far nascere il nostro bambino proprio lì. Da qualche settimana, avevo programmato tutti i più piccoli dettagli: la valigia (nel caso di una scappata in ospedale), la vasca da riempire un po’ prima del parto, la stufa, telini, asciugamani, coperte e tanti cuscini. Disponiamo i mobili del salone in maniera da far posto alla vasca, lavo il bagno, metto in ordine la cucina, mi faccio una doccia e ci prepariamo ad uscire; dobbiamo lasciare Christian dalla nonna. Il suo zainetto è pronto. Ho messo dentro il pigiamino nel caso in cui il travaglio dovesse prolungarsi tutta la notte. Non prevedevo un travaglio breve, anche se avevo pregato tanto che lo fosse, perché Christian è dato dopo 38 ore di dolori prodromici più 7 di travaglio attivo; ancora oggi non capisco come abbia fatto a resistere a tanto!!

Vista la mia convinzione che questo travaglio non sarebbe stato rapido, mando un sms a Marzia, dicendole di non precipitarsi, perché ho un po’ di sangue ma mi ero già visitata da sola e non riuscivo neanche ad arrivare al collo dell’utero, quindi, avevamo tempo. Le ho detto, però, che sarei passata da casa sua dopo aver lasciato Christian da mia madre e così feci.

Le contrazioni sono regolari, ogni 5 minuti adesso, e stanno cominciando a diventare più forti. Le mie contrazioni sono strane.. cominciano come dei piccoli doloretti mestruali ma poi diventano un bruciore fortissimo che coinvolge la parte esterna delle cosce e i fianchi. Marzia mi visita e sorride comunicandomi che ho già una dilatazione di 6cm…!!! Io non credo alle mie orecchie! Pensavo di essere all’alba e invece ero già a metà strada. Sono le 14.00 e una contrazione fortissima da togliermi il fiato, mi fa rompere il sacco delle acque… una sensazione molto strana e molto bella.. Marzia prende la sua borsa e ci segue in macchina. Dobbiamo fare un po’ di strada (da Palermo a Villagrazia di Carini). In autostrada, le contrazioni sono ancora forti, ad ogni contrazione sento uscire il liquido e adesso sento anche la testa che si fa strada e comincia a spingere… Ancora non riesco a credere alla rapidità di questo travaglio…

Arrivati a casa, accendiamo la stufa, Alessandro e Marzia in maniche corte cominciano a preparare il “nido” con le coperte e i cuscini e riempire la vasca di acqua calda. Io travaglio in giro per la stanza, mi metto carponi ma non è una posizione comoda per me, ho troppo dolore quindi mi seggo per terra, sopra le coperte e gli asciugamani e appoggio la schiena al bordo del divano. La vasca è piena ed ho voglia di entrarci ma, ogni volta che cerco di alzarmi , arriva una contrazione che mi immobilizza in quella posizione e la testa del mio bambino che si fa strada a prescindere dalla mia volontà. La vasca è pronta ma qualcosa mi dice che non la userò… non posso più muovermi. Mirko si fa strada, si fa spazio dentro di me. Sento la sua testolina che scende, che si confronta con le mie ossa, attraversa i miei tessuti, spinge e il mio corpo si stringe su di lui quasi per forza. Non voglio spingere, non voglio lacerarmi ma Mirko spinge da solo ed io sono costretta a farlo di riflesso… non decido io ma lui e il mio corpo che fa tutto da solo. E’ una cosa strana e difficile da spiegare ma (anche se non è un bell’esempio) si può facilmente immaginare come un conato di vomito lì in basso.. non lo si può trattenere, si deve fare e basta! Marzia mi invita a non chiudere le gambe, a fare spazio a Mirko ma io le chiedo di non costringermi perché sento che le devo chiudere invece, che devo farmi… per così dire “a uovo” e che Mirko lo spazio lo  sta facendo dietro…

Il mio enorme e bellissimo albero di Natale sta lì alla mia sinistra tutto risplendente delle sue lucine colorate. La stufa calda crea un tepore e un’atmosfera meravigliosa, quasi da sogno. Mio marito è alla mia destra che mi tiene la mano, Marzia alla mia sinistra che mi accarezza le gambe. Sussurrano fra loro molto piano che io non riesco neanche a sentirli.. i telefoni vibrano perché avevamo detto ai nostri parenti che avevo solo qualche contrazione e andavo in clinica a fare un controllo… nessuno sapeva che avevo deciso di partorire a casa! Volevo avere la mente serena e concentrarmi sul mio bambino e sul mio parto senza pensare alle persone che, se lo avessero saputo, sarebbero state in ansia per noi. Stavolta non volevo avere fretta, volevo partorire “da sola” come i gatti che si allontanano dagli altri e cercano un luogo sicuro e appartato. Volevo avere la libertà di esprimermi senza sentirmi occhi addosso, senza alcun tipo di pressioni ma solo comprensione, pazienza e.. amore.

Sento una bella tensione in tutta la stanza, sulla pelle di Marzia e negli occhi di Alessandro. Ho voluto che questo momento magico venisse ripreso dalla videocamera ma anche il suo occhio rosso era molto discreto! Sono a casa mia, fra le mie cose, con mio marito e la mia amica ostetrica di cui mi fido. Non esiste posto più bello del mio salone in questo momento e non vorrei essere da nessuna altra parte al mondo! Sentiamo un paio di volte il battito perfetto del mio bambino e Marzia non mi visita più dopo quella volta a casa sua.

Aspettiamo che nasca Mirko.

Sono completamente assorbita dal travaglio, in uno stato fra l’estasi e il sogno ma ci sono tutta quanta con il corpo e la mente. Apro gli occhi solo per lanciare a Marzia uno sguardo di stupore  per come Mirko si faccia strada a prescindere da me e lei mi risponde con un sorriso facendomi “si” con la testa. Ci capiamo anche senza parlare.. Marzia mostra ad Alessandro la testa di nostro figlio che ormai sta affiorando dal mio corpo e mi incoraggia ad accarezzarla. Lo faccio e capisco che ormai ci siamo. Alla prossima contrazione uscirà e poi, forse, aspetteremo l’altra ancora per vedere uscire le spalle…. Invece… ecco l’ultima contrazione e Mirko sguscia fuori dal mio corpo con impeto, tutto in una volta, velocemente, tanto che Marzia e Alessandro lo afferrano al volo. Lei lo lascia subito a suo padre e lui lo mette sul mio petto! Mirko rompe la tensione con le sue strilla, il più bel suono che io abbia mai sentito! Lo abbraccio e ringrazio Dio di tutto e consolo il mio piccolino ancora tutto bagnato. Alessandro e Marzia ridono, mi baciano ed è tutta un’esplosione di gioia e adrenalina attorno a me e dentro di me!! Sono le 16.15 ed io sono al settimo cielo, stanca ma piena di carica ed energia! Non credo di essermi mai sentita così… un miscuglio di sentimenti e sensazioni e le percezioni sensoriali al massimo!!! E’ fantastico! Sono uno strumento perfettamente accordato! E’ strano perché dovrei sentirmi rilassata e abbandonarmi alla stanchezza e riposare e invece ho voglia di alzarmi, mangiare e fare il bagnetto a Mirko!!

Alessandro taglia il cordone ombelicale che ancora mi lega fisicamente al mio bambino ma che ha già smesso di pulsare. Il parto, però,  non è ancora finito, attendiamo l’espulsione della placenta. Esce dopo qualche minuto e chiedo a Marzia di metterla da parte perché voglio guardarla! Sarà curiosità, sarà una deformazione professionale ma la volevo guardare bene ed era bellissima! Nel frattempo, Mirko è attaccato al mio seno e comincia a succhiare con avidità mentre Marzia scatta le prime foto.

Il mio piccolino, passando, ha lacerato i miei tessuti tanto che ho bisogno di avere dei punti… bhè, pazienza. Marzia torna a casa a prendere l’anestetico che aveva dimenticato e anche questa ora in cui lei va e torna è stata meravigliosa perché  mi sono distesa sul mio letto, in penombra, con il mio bambino accanto che ogni tanto ciuccia, poi si stacca e dorme.. e io lo guardo e me lo godo… estasiata, ammirata, soddisfatta e ancora incredula che questa splendida esperienza sia accaduta proprio a me! Alessandro comunica a tutti il lieto evento e ride ogni volta che svela il segreto! La gente non crede alle proprie orecchie che abbiamo partorito a casa ma sono felici per noi e non vedono l’ora di vedere il nuovo membro della famiglia! Sinceramente, non reputo importante ciò che hanno pensato di negativo sulla nostra scelta. Io sono convinta di avere fatto la cosa più giusta per me e per mio figlio e di avere partorito nel migliore dei modi nel migliore dei luoghi!! Non avrei potuto volere di meglio!

Marzia ha praticato l’anestesia e mi ha messo i punti ed io non li ho sentiti né mentre li metteva né dopo a distanza di giorni e settimane! Non ho mai avuto problemi nel sedermi, né problemi di alcun tipo e la ripresa è stata molto rapida! E’ stato come se non li avessi avuti! Adesso posso alzarmi, ho riposato e mi sento una tigre! Ho mangiato le buonissime lasagne di mia madre e ho fatto il bagnetto a Mirko. Gli ho messo lo stesso vestitino che ho messo a Christian quando è nato.

Bussano alla porta. Sono i miei suoceri, mia madre e Chris! Gli adulti sono sconvolti nel vedere me, che ho appena partorito, in piedi ad accoglierli alla porta. Mia madre mi guarda con stupore, senza dire una parola… come se fossi stata miracolata! Bhè, si, il mio miracolo, effettivamente, l’avevo appena vissuto ma lei intendeva in un altro senso. Accolgo Christian con un abbraccio, felice del fatto che avrebbe dormito a casa, con noi, e lui subito mi chiede dove sia “il fratellino che è uscito dalla pancia della mamma” e se gli ha portato un regalo. Lo porto in camera da letto e il fagottino è lì sul lettone che dormiva, lui lo guarda e con tenerezza dice piano: “… che piccolo..”. Lo prendo e lo porto a conoscere i nonni che commossi lo abbracciano.

Io non riesco ancora a crederci. E’ stata in assoluto l’esperienza più bella e più forte della mia vita!! Christian gioca con il regalo portato dal nuovo fratellino, Alessandro ha gli occhi pieni di felicità e un sorriso stampato sul volto. I nonni sono sconvolti e felici e io prendo ancora Mirko fra le mie braccia, lo stringo, lo bacio e mi inebrio del suo odore di bimbo…

Penso che sono grata a Marzia e a mio marito; penso che anch’io ho avuto il mio regalo e che Dio non me ne poteva fare uno più bello, il mio prezioso regalo di Natale… proprio lì… sotto l’albero!

 

 

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