Nera è la terra

Tre Fontane, Campobello di Mazara, 28 luglio 2011

Nera è la terra
Abito la mia pelle imbiondita
Specchio di una nuova immagine
Riflessa nel senso che sta prendendo
Ogni nuovo passo.
Seguendo le risacche e i vortici,
Attraverso silenziosa le correnti e le paludi.

Lacrime salate, prezioso distillato delle ossa
Memorie durevoli che si disciolgono
nel mare.

Un sole liquido penetra l’orizzonte,
Membrana di bruma che spartisce il mare dal cielo.
Le solide viscere e i pensieri fluidi: un gelso
che cadendo si spacca
nutre i lombrichi e le chiocciole e le formiche.

Nera è la terra che cucina
il mio salario.

Auree dune fra l’asfalto e l’impeto dei flutti
Campi di angurie cullate dal canto del maestrale
Che del Mare Nostrum racconta la Storia
Di incontri e di attese.

Cani anarchici
per i viottoli che si tuffano sulla spiaggia
Aerei rombanti
solcano quest’innocente cielo.
Portano in Africa carichi di terrore
Bombe “intelligenti” su chi semina
odio nei ventri stuprati.

Lacrime salate, prezioso distillato delle ossa
Memorie durevoli che si disciolgono
Nel mare.

Nera è la terra che cucina
Il loro salario.

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