…nel nostro giardino segreto…

Amore mio manca davvero poco ormai. In questi ultimi giorni mi coccolo questa pancia meravigliosa e me la porto in giro per casa rievocando tutti gli attimi che hanno scandito il nostro viaggio. Re-membering: per gli inglesi la memoria è un processo in cui si rimettono insieme le membra di un corpo, si ricuce attimo dopo attimo il proprio vissuto e lo si riplasma, riformula nella propria testa.
Rileggo il primo post di questo diario, quel titolo, quel nomignolo così buffo che mi nacque quella mattina per te e che non riesco più a scollarti di dosso. Ripenso a come è iniziata l’avventura che ci ha portati qui, a un passo dalla meta. Ripenso all’inizio, a quanto l’attesa di quella visita per sentire il tuo battito cardiaco sia stata una lunga apnea, al terrore che provavo che la mia gravidanza s’interrompesse prima ancora di poterne gioire appieno, e invece tu c’eri, eri forte ed io giorno dopo giorno mi stavo trasformando in una mamma. Siamo passati attraverso tutti gli step di questa bellissima gravidanza, tra gli alti e i bassi, le piccole incomprensioni col papà, le piccole paure, le crisi date dalla nostra posizione economica così provvisoria. Che strana generazione la nostra… Una generazione che sente così ingombrante la presenza della generazione che ci ha preceduto e che ancora vuole tenere sotto controllo le nostre vite, il rapporto col nostro denaro e con la nostra indipendenza. Sarà ancora così quando io avrò 54 anni e tu 25? O il mondo di domani farà davvero largo ai giovani?
Nonostante la pena per il nostro futuro così incerto e provvisorio, sento che la provvidenza è grande e la vita è un fiume in piena che non puoi arginare.

In questi giorni i pensieri si affastellano come piccoli sassolini sul letto di un fiume e oltre a ripercorrere i nove mesi di cova, inizio a chiedermi come sarà quell’attimo. Sì, quell’attimo lì, piccolo, puntiforme, indefinito in cui, sotto una lampada enorme e dentro un’asettica sala operatoria, tutti i miei giorni mi passeranno davanti e il mio cuore mi scoppierà d’amore per la vita che ti offre l’occasione di farsi bere, per il tuo piccolo corpicino di nuova creaturina, che chissà come sarà, e penserò dentro di me – cavoli, questo è mio figlio, è lui che mi deformava l’addome, scalciava, zompettava, premeva coi suoi piedini sulla mia vescica, è lui che ho sognato, desiderato e covato dentro me! Quel piccolo cuoricino che già a sei settimane batteva ed era una creatura umana in divenire, per un inspiegabile e atavico istinto di sopravvivenza, dopo nove mesi in cui si è plasmato dentro di me, emetterà il suo primo vagito e cercherà il mio corpo e il mio capezzolo pronto a placarne il pianto inconsolabile.
Sarà solo un attimo, lo so, poi la vita scorrerà nella sua prosaica routine, i medici chiacchiereranno tra loro mentre mi ricuciranno la ferita, il neonatologo ti porterà via da me per visitarti, l’ostetrica ti farà il primo bagnetto e tutti staranno lì ad eseguire il protocollo, ma per me e per te sarà un attimo eterno in cui la mia vita mi scorrerà davanti in una manciata di secondi assieme alle sue conquiste, le gioie passate, gli errori, le aspettative, le paure.
La vita, di nuovo lei, a riscuotere il suo credito, e quell’attimo, ad imprimersi nel mio corpo con quella cicatrice, e nel tuo con un’altra cicatrice, il tuo ombelico, che ti ricorderà per sempre che siamo stati una cosa sola, un tempo io e tu, nella solitudine delle mie notti insonni, quando i nostri due cuori erano legati da un lungo cordone di amore.
SSSSSShh…basta adesso! Ancora una volta, lascio che sia il silenzio a parlare per noi, il silenzio che permette ai nostri cuori di volare mentre il mondo di là fuori va via da solo. Ancora per poco io e te, nel nostro giardino segreto, legati da un unico cordone, finché la vita non busserà ai nostri cuori e pretenderà di compiersi diversamente, legandoci a un nuovo cordone di amore attraverso il quale non ti passerò di me solo nutrimento, sangue, ossigeno, calore, rifugio, ma sguardi, amore, conoscenza, comunicazione, sorrisi, giochi, esperienze… E soprattutto la vita chiamerà a raccolta anche colui che, finora relegato a semplice spettatore, in realtà gettando il suo seme, ha contribuito perché tu fossi qui, e che in punta di piedi trasformerà la nostra diade in una meravigliosa triade.

Siamo pronti Matteo, per il nostro nuovo viaggio?

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