I Morti

Pollicino mio adorato, è arrivato il mese di Novembre, non si può dire certo che sia un mese soleggiato… Tranne che per l’estate di San Martino, quando speri che le stagioni abbiano fatto un cambio di marcia, il sole di novembre è un ospite strano e volubile. Magari al mattino ti alzi e ti metti il vestitino di felpa leggera, e poi quando torni a casa viene giù il mondo, come se il cielo avesse ricevuto un torto troppo grande da sopportare e si fosse arrabbiato maledettamente. C’è tanta umidità stasera ed è meglio starcene al calduccio nella nostra casa e così, se ti va, ti racconto una storia. Sai, oggi è la ricorrenza dei Defunti… uhm i defunti sono cose complicate da spiegarti. Sono quelle persone che prima c’erano e poi sono andate via, spesso sono gli anziani delle nostre famiglie che per un motivo inspiegabile non vivono più, si dice appunto che sono morti.  E’ una cosa tristissima da raccontarti, però ai tempi antichi, prima dell’avvento del cristianesimo le persone non la pensavano così, loro credevano che la morte facesse parte della vita e non fosse una cosa triste, perché anche se quelle persone non c’erano più, in realtà continuavano a vivere lo stesso. Per questo avevano inventato una festa bellissima in cui si credeva che le anime dei defunti tornassero in vita a rendere omaggio ai bambini. Era una festa allegra e spensierata in cui il passato e il futuro delle famiglie si ricongiungevano in un abbraccio circolare. Era una festa magica in cui tutti i simboli dell’abbondanza e della longevità campeggiavano sulle tavole imbandite: frutta secca, spighe, uva…

Palermo è l’unica città d’Italia dove si è conservata memoria di questa festa fino ai giorni nostri, anche se da qualche anno anche da noi Halloween sta spazzando via questa tradizione. A ben pensarci era stata una trovata fantastica che un giorno triste si trasformasse in un giorno di festa per i più piccini. In fondo, come fai a spiegarla la morte ai bambini? E allora sai cosa facevano gli adulti nella sera tra il 1 e il 2 novembre? Prima di tutto si inventavano una storia per tenere buoni i loro monellini: i morti, magari il nonno o la nonna o gli zii che avevano conosciuto o di cui gli avevano parlato e che non c’erano più, quella sera avrebbero lasciato le loro tombe dove riposavano stanchi della vita e sarebbero andati in giro per i negozi di Palermo a comprare giocattoli, vestiti nuovi, biscotti, statuette antropomorfe di zucchero ( i Pupi di zucchero) e frutta martorana (dolcetti di pasta di mandorle coloratissimi e a forma di frutta)  per portarli in dono ai bambini più buoni. Allora i genitori, con sapienti bugie, mettevano i loro bimbi a letto e minacciavano che se non avessero dormito e si fossero alzati nel cuore della notte a sbirciare, i morti sarebbero venuti a grattar loro i piedi. Dopo aver portato i loro bimbi terrorizzati e ridotti all’obbedienza a letto spiegavano che sarebbero usciti a fare visita ai morti e a parlare con loro per informarli di quali erano le preferenze dei loro bambini nella scelta dei giocattoli.  In genere i maschietti ricevevano pistole, spade, cappelli da cow boy, piste di macchinine le femminucce passeggini, bambole e quant’altro… Quindi tutti noi cuginetti la sera del primo novembre ci ritrovavamo a dormire a casa del nonno Mario, il tuo bisnonno, e suggestionati da questa favola, ci addormentavamo nell’attesa che fosse già mattina. Non che credessimo a queste bugie, però facevamo finta di credere a tutto e ci abbandonavamo a un sonno speranzoso, solo dopo che c’eravamo divertiti a farci brutti scherzi sotto le coperte, in cui ci solleticavamo dicendo che c’erano i Morti!

E i nostri genitori? In effetti quella notte tutti i negozi di Palermo e i mercati caratteristici rimanevano aperti, c’era un intero quartiere, Sant’Agostino, che allestiva la Fiera dei morti, in cui si vendevano Balocchi, caramelle, biscotti ed ogni sorta di ben di Dio, per permettere ai genitori di andare a fare l’allegro shopping per i loro bambini.  Poi nel cuore della notte, con fare furtivo s’introducevano in casa e allestivano il salotto a festa. Apparecchiavano la tavola con la tovaglia delle ricorrenze speciali per la colazione, un’enorme cesta veniva riempita di biscotti, frutta martorana, frutta secca e un Pupo di zucchero, che aveva le fattezze di un cavaliere dell’Orlando Furioso, troneggiava al centro del cesto. Poi nascondevano i pacchi coi giocattoli nei posti più impensati: il bagno, le dispense delle cucina, sotto i divani, sotto i letti, nei balconi, dietro le tende, sopra gli armadi…

Era sempre una giornata bellissima quella del 2 Novembre, io mi alzavo presto, carica di una impaziente felicità ed una elettrica eccitazione ed insieme ai miei cugini fremevo nell’attesa che i nostri genitori ci dessero il via per iniziare la caccia al tesoro!!!

Una bici nuova, o la casa di Barbie o my little Pony… ricordo ancora con tenerezza i miei giocattoli dei Morti, perché allora mia mamma aspettava davvero solo le feste comandate per comprarmi un giocattolo nuovo… Oggi per le strade di Palemo alla Fiera dei morti i genitori si recano coi loro bambini che si scelgono da soli il loro regalo… nessuno ha più tempo per le favole, pochi ricordano ancora perché esiste questa festa. Anche tu avrai il tuo giocattolo dei Morti, piccino mio, e i tuoi taralli le tue reginelle la tua frutta martorana i tuoi cioccolatini e le tue caramelle da scartare con le tue manine paffute… la tua mamma è una romanticona e una tradizionalista e non ti vuole privare della magia delle favole per nulla al mondo…

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2 pensieri su “I Morti

  1. Ho sempre amato la festa dei morti! Mantengo la tradizone per i miei bimbi che non hanno i nonni paterni. In questo modo pur non essendo presenti si ocupano di loro! Grazie Marika!

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