visita ostetrica anticipata

Ieri a pranzo mi ha chiamato l’assistente della mia ginecologa per chiedermi se potevamo anticipare l’appuntamento fissato per venerdì pomeriggio a ieri pomeriggio… Cadeva a fagiolo! Ma mi aveva letto nel pensiero? Avevo proprio bisogno di un parere medico visto il week end di fuoco che avevo attraversato!!! Evviva evviva, ho pensato, facciamo saltare tutti i piani per la giornata e andiamo dalla ginecologa a farci visitare…

Era l’ultima visita che facevo da lei, le prossime sono quelle che fanno parte del protocollo di ricovero in ospedale e saranno tutte al Buccheri (elettrocardiogramma, esami del sangue, visita anestesiologica, tamponi e visita ostetrica tutte concentrate tra il 31 ottobre e il 5 novembre). Mi ha trovato in forma, il mio aumento ponderale è normale (+11,5 kg a 35 settimane compiute), la pressione è buona, la mia pancia – l’avete visto nella foto – sembra già di 39 settimane! Ed effettivamente il mio Pollicino pesa già 2900 gr, mancano ancora 4 settimane almeno al suo arrivo ma è già grande come un bambino pronto per nascere!

Scoperto l’arcano per cui il mio tesoro ha deciso di mettersi a testa in su: ha un diametro parietale superiore alla media e consapevole di questo non vuole uscire da lì sotto.!!! “Signora, suo figlio ha un bel testone grosso, non voleva che lei soffrisse, perché una testa così grossa sarebbe stata una bella impresa farla venire fuori!!!” Avete visto che bimbo giudizioso che ho? Ed io che l’ho sgridato tutto il tempo!!! Tesoro mio… rimani lì dove sei…non ci pensare più a girarti, va’ che forse è meglio per entrambi che nasci col cesareo, anche perché se continui a crescere così tanto sfiorerai i 4 kg alla fine del mese di novembre!  

Ovviamente scherzo, preferirei un parto naturale al cesareo, ma se il mio bimbo resta podalico mica posso farmi venire la depressione per questo! Si vede che doveva andare così e amen! Comunque anche la dottoressa mi ha detto che se lui vuole ha ancora lo spazio per girarsi a testa in giù, il liquido amniotico è abbondante quindi non è ancora detta l’ultima! Per gli altri aggiornamenti rimando tutto al 5 novembre, data del responso definitivo…

Quanto ai miei dolori, bè, la natura fa lo stesso la sua parte, sono contrazioni preparatorie ma attualmente perfettamente inutili! Il collo dell’utero è ben chiuso e dove a queste settimane il medico tocca la testa del feto, nel mio caso si tocca solo un soffice culetto!

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in preda all’ansia…

Notte in bianco, serata con amici a cena trascorsa a mugolare sul divano in preda ai dolori lombari e a quelle fastidiose contrazioni che non fanno male, no, però mi tengono sempre col fiato sospeso perché… sarà normale? o devo correre in ospedale e farmi prendere per la solita donna incinta ansiosa?… Vincenzo si è addormentato massaggiandomi l’ultima parte della schiena e il fondoschiena per tutto il tempo ed ora è di là sul letto nel suo placido sonno, che invidia!!!… chissà, forse questi dolori sono dovuti a una precedente ernia che non sapevo di avere e solo la gravidanza mi ha svelato, o a qualche vertebra schiacciata, non possono significare un imminente travaglio!… o sì? Da giorni sento distintamente tanto il mio pube quanto il mio coccige sollecitati da una costante pressione che produce un dolore tanto più acuto nel momento in cui sento uno stiramento del corpo di Pollicino lungo il mio addome. Lui secondo me sta provando in tutti i modi a fare la sua rivoluzione di 180° e mi faccio prendere dall’ansia se possa attorcigliarsi al cordone ombelicale, per questo in questi giorni se sto per più di un paio d’ore senza sentirlo do di matto…. oddio, se cado preda di questi pensieri funesti per me è finita! Morale della favola, è da stanotte che vago come uno spettro per casa alla ricerca di qualcosa da fare… ho sistemato la cucina che da ieri sera ospitava qualche piatto e qualche tazzina di caffè da lavare, ho preso ago e filo e provato a ricamare per sedare l’ansia, ho acceso la tv e seguito i telegiornali come se me ne importasse qualcosa… in realtà, che noia! è da quando sono nata che gira e rigira i telegiornali ripetono le stesse cose: qualche politico colto in flagrante e nel mezzo di uno scandalo che domani verrà dimenticato, il governo in crisi che, anche se domani cadesse, sarebbe rimpiazzato dagli stessi soliti noti, il solito conflitto palestino-israeliano e la crisi mediorientale, il solito terrorismo, una delle tante minacce di pandemie di turno… ieri ebola aviaria sars oggi h1n1 che chissà perché, finita la stagione della vendita dei vaccini, poi regrediscono improvvisamente e fanno molti meno morti di una semplice influenza stagionale o di quelle malattie sulle quali le lobby farmaceutiche non hanno nessun interesse di investire il loro sporco denaro… e così via, sempre uguali a se stessi! I telegiornali, i talk show e la comunicazione di massa tutta sono la musica con la quale il pifferaio magico incanta e ottunde le capacità critiche dei suoi topini, mi danno fastidio come una puntura di zanzara che continuo a grattare fino a farmi venire la crosta, e intanto in questa mattina di fine ottobre la tv è accesa e io qui al pc provo a dimenticare i dolori e a distrarmi dalle mie ansie personali gettando uno sguardo sul mondo…

Sono appena adesso le sette del mattino, la notte è finita finalmente… Su Pollicino andiamo a fare colazione, è avanzata la torta di mele che ho preparato ieri sera e lo Strudel che ha portato la nostra amica…

A proposito ma chi di voi da quando è incinta va pazza per le mele e i dolci alle mele? Io per ora me le sogno pure la notte… quando dormo, ovviamente!

35 settimane

Bah… qua manca un giorno all’ingresso al NONO mese… che magone…!!!

No, voglio dire, ho iniziato a scrivere questo diario che ero incinta da appena nove settimane e ora siamo arrivati a nove mesi… Pollicino, abbiamo trascorso la primavera e l’estate e tu crescevi in silenzio, ogni tanto davi qualche leggero strattone, ma eri così piccolo, un batuffolino in un lago di acqua e mica mi davi fastidio… anzi,  ogni volta che mi colpivi io accoglievo i tuoi calci con gioia… Io e papi abbiamo vissuto i tuoi primi singhiozzi, le tue prime capriole, abbiamo assistito alla tua evoluzione da gamberetto a cucciolo di essere umano mese per mese attraverso uno schermo nero, dal quale, parliamoci chiaro, non è che si vedesse granché… ma rincretiniti com’eravamo facevamo tutte le congetture possibili e lavoravamo di fantasia, finché non ti ho visto per la prima volta in viso assieme a nonna, da allora so già più o meno cosa aspettarmi, un piccolo Vincenzo in miniatura… Ebbene sì, detto fatto: pare che tuo padre ci sia riuscito a fare copincolla e a usare il suo stampino su di te facendoti a sua immagine e somiglianza … sembri tutto uguale a lui, ma mi auguro che almeno avrai le espressioni e i colori della tua mamma… e soprattutto il suo cervello .

In questi giorni ti stai specializzando nello stretching estremo, il tuo esercizio consiste nel puntare i piedi più che puoi o il sederino anche, lì giù dove ti sei seduto e stirare tutto il corpo contro la parete destra del mio addome con tutta la tua forza pigiando la testa sul mio diaframma, in modo da provocare un inquietante bozzo duro come marmo sulla parte superiore dell’addome e causare un male indicibile al pube e al coccige. Bèh che vuoi che ti dica? Continua così che vai veramente bene…però ti ricordo che vie di fuga dalla tua gabbia amniotica qui in alto non ce ne sono. Ti sei messo in testa che mi devi venire fuori dalla bocca? bèh allora che cavolo premi a fare la testa contro il mio povero sterno? Che bimbo alternativo che sei… non ti piaceva proprio l’idea di farti due lunghi mesi a testa in giù… poi il sangue ti sarebbe arrivato al cervello e chissà che avresti combinato!!!… no no il mio bambino è un comodista e vuole stare podalico un altro po’… Poi però ti girerai quando sarà ora, vero?

Quanto a me…niente di nuovo: passo le mie notti a inseguire Morfeo perché mi faccia dormire e le mie albe nel sonno più profondo anche se disturbato da dolori e dolorini vari: la vescica piena, la zona pelvica tesa e dura, il fegato e il rene destro compressi, la zona lombare e a volte anche dorsale che brucia,, gambe e braccia che formicolano…

La mattina non ho le forze di alzarmi a preparare il caffè al maritino e rimango a letto finché lui non se ne va. Mezz’ora dopo mi alzo, mi prendo la pasticca di ferrograd e attendo tre quarti d’ora prima di mettere qualcosa sotto i denti, con la fame che mi divora l’esofago… Lontano dai pasti va assunto ’sto cavolo di ferro!… ed io che ero abituata a fare colazione con un caffellatte e gli occhi ancora appiccicati, devo fare prima tutto il resto e poi mangiare!!! Tre quarti d’ora sono tanti, ho il tempo di lavarmi, vestirmi, caricare la lavatrice, accendere il pc e controllare le e-mail, montare la caffettiera e perfino farmi la chiaccherata mattutina al telefono con la nonna. In questi giorni di solitudine mattutina domestica, ho un ampio ventaglio di attività ricreative da scegliermi:

  • full immersion negli hobbies preferiti: lettura, scrittura, ricamo, cucina, musica.
  • cazzeggio e chiacchiericcio vario sui forum e sulle chat
  • bighellonaggio per casa con saltuario svolgimento di piccole attività domestiche… mica posso salire sulle scale a pulirmi le serrande… quindi mi dedico a stiratura, lavaggio, aspirapolvere, pulizia dei bagni e della cucina… e penso che per una panciona di quasi nove mesi sia più che sufficiente!
  • svolgimento di quelle piccole attività come pagamento delle bollette, chiamare la ditta del gas per controllo fumi della caldaia, etc ect.. Che amenità!!!

Infine oggi ho avviato le pratiche per la donazione del sangue cordonale… dalla banca del sangue cordonale mi è arrivata tutta la pratica via mail e io spedirò il questionario col consenso informato al numero di fax che mi hanno fornito in ospedale, dopodiché provvederanno a tutto loro…

Ora torno a ricamare il fiocco nascita… sta venendo una figata! Mica sapevo di essere capace anche a ricamare!!! Tu invece che fai lì dentro, amore mio?Ti annoi anche tu?

Visita della 33^ settimana: colpo di scena

 Sei stato sempre cefalico, sin dalla 18^ settimana. Ti giravi e rigiravi, facevi capitomboli e capriole, saltellavi aggrappato al tuo cordone ombelicale come Tarzan alla sua liana, ma poi tornavi a testa in giù, come fanno tutti i fetini bravi della tua età. Ero orgogliosa della tua “normalità”, del tuo essere così abitudinario, bravo e del tuo rispetto delle regole. Fino al 28 settembre, giorno dell’eco di accrescimento, eri ancora a testa in giù, incanalato come se sapessi già che devi venire fuori di là…

No, perché voglio dire… TU L’HAI CAPITO CHE SI VIENE FUORI DA LA SOTTO, GIUSTO???, E se l’hai capito, allora mi spieghi perché a 33 settimane mentre tutti i fetini del mondo prendono la decisione di girarsi definitivamente e mettersi ai posti di combattimento, prima di non avere più lo spazio per farlo, tu ti sei messo a testa in su? Forse hai avuto una svista, un attimo di confusione, ti sarai ricordato che questo era il momento di girarti, ma avrai dimenticato che ERI GIA’ NELLA POSIZIONE GIUSTA e quindi non dovevi girarti affatto?!?!?! Mi dispiace un sacco, ieri alla visita ostetrica ambulatoriale mi si è gelato il cuore, l’ostetrica ha iniziato a blaterare che si può iniziare a programmare un cesareo perché è difficile che troverai lo spazio per rigirarti ormai, ma per fortuna il ginecologo, più saggio ed esperto di lei, mi ha detto che staremo ad aspettare che ti decidi fino all’ultima settimana e che ancora non è detto niente!!!

Ma cavoli, ti diverti già a farmi arrabbiare??? Io credevo che tu fossi grande ormai e quindi ti meritassi di essere chiamato per nome, cosa che fino ad ora non avevo voluto fare… ma evidentemente ti ho sopravvalutato e perciò, mio caro bimbo monellaccio, finché non ti rigiri ti ritorno a chiamare Pollicino come un piccolo embrioncino di 12 settimane…così vediamo se preso da un impeto di orgoglio hai ancora voglia di rimanere podalico!!!… Dài Pollicino mio, faglielo questo favore alla mamma tua, rimettiti a testa in giù, ma fallo presto, così ti viene più facile!

Sono incavolata nera con te, però mi fai ridere, sai? Ho una bella faccia tosta a rimproverarti io! Buon sangue in fondo non mente, tu sei un po’ naif come mamma e papà… Scapestratello, fuori dagli schemi, pare proprio che tu abbia ereditato il nostro randomstyle… sì perché – te lo dico sottovoce così lo senti e non lo senti – sia io che papà siamo venuti fuori col taglio cesareo, ché di nascere non ne avevamo proprio voglia!!! Quindi non è che tu abbia proprio un bell’esempio…

Ma questo non significa niente, uffa, tu sei migliore di tuo papà e mamma, quindi ritorna subito a testa in giù, mi hai capito?

“Ciascuno cresce solo se sognato”

 Ciao piccolo inquilino, mentre tu passi le tue ore inventandoti chissà quali passatempi lì dentro la tua cameretta amniotica, ti racconto una cosa: ti avevo detto l’altroieri che mi sarei dedicata a sistemare i nostri documenti, i vecchi appunti di università e tutto quello che giaceva nel fondo dei cassetti della scrivania per trasferirlo tra la parete attrezzata del salotto e lo scatolone da portare giù in cantina… ebbene tra le varie foto, le varie lettere d’amore di me e papi da fidanzati, i vari bigliettini d’auguri dei Natali e Compleanni trascorsi ho trovato un foglio bianco formato A4 su cui avevo scritto a penna qualcosa che potrei intitolare “lettera ad un figlio non ancora concepito”.

Una sensazione di calore mi ha invaso il cuore appena ho trovato questo foglio dimenticato; i miei polpastrelli hanno scorso i riccioli d’inchiostro tatuati su di esso con la nostalgia per quello che ormai è un gesto che non faccio quasi più, scrivere a penna; gli occhi rincorrevano quelle parole con la tenerezza e la consapevolezza di chi, col famoso senno di poi, guarda indietro al passato e ringrazia il cielo per averci permesso di salvare dall’oblio una pagina come questa.

13 dicembre 2005

Dicono che i bambini non ancora nati siano delle stelle del cielo o degli angeli che aspettano l’incarnazione.

Tu aspetti. Aspetti di venire al mondo, anche se ancora non lo sai. E quando sarai concepito, avrai accettato di diventare una cellula, poi un embrione, poi un feto e plasmarti dentro il mio utero, nell’inconsapevole attesa di venire al mondo e di diventare una nuova persona. Credo di amarti già, anche se non ci sei, anche se sei solo un’idea, un sogno. Non ci sei perché ancora i tuoi genitori non ti hanno preparato il nido. Non un lavoro sicuro, non una casa, ma presto lo faranno, parlano già di sposarsi entro un paio d’anni: vedrai che il tempo passerà in fretta e noi due finalmente ci conosceremo. Chissà… forse è per questo che amo tuo padre, perché attraverso di lui ho visto te. Non ci avevo mai pensato eppure credo che in fondo e in parte sia così. Forse sarò una pessima madre, non sarò capace di proteggerti, curarti, darti quello di cui hai veramente bisogno. Forse arriverà un giorno in cui mi odierai. Un po’ tutti i figli, soprattutto da adolescenti si rivoltano contro i loro genitori perché non li hanno lasciati liberi abbastanza o non hanno capito ciò di cui avevano bisogno, sono stati troppo assenti o troppo presenti, troppo severi o troppo indulgenti. È contro i nostri genitori che noi figli commettiamo i nostri errori più stupidi. Da bambina io avrei voluto che mia madre non rivedesse in me un pezzo di mio padre che l’aveva ferita. Forse è stato solo un tarlo della mia testa, ma, seppure mi abbia amato e mi ami di un amore profondo e viscerale, mia madre ha avvelenato quest’amore con la paura che io potessi voltarle le spalle. Purtroppo nella vita chi coltiva le proprie paure, alla fine non fa altro che rischiare di vederle materializzare. L’unica conseguenza della sua sofferenza è stato il mio desiderio di adolescente di staccarmi da lei. Eppure io, questo desiderio, l’ho sempre rimandato fino ad allontanarlo definitivamente da me non so se perché sono stata pusillanime o perché in fondo, crescendo, mi sono comunque distaccata dai suoi tormenti lasciando alla vita la possibilità di seguire il suo corso. So che quando tu arriverai io avrò l’opportunità di rimettermi in pace col mondo intero, con mia madre e con Dio. Altrimenti non avrebbe senso che io continui a sognarti la notte attaccato al mio petto, o dentro la mia pancia, o in braccio a qualcun’altra che ti porta via da me. Bambino mio o bambina mia, le nostre vite per molto tempo saranno intrecciate ma spero che quando ne avrai bisogno, io sarò capace di lasciarti andare con le tue gambe e di riuscire a donarti l’unica parte che di me ti meriti, non le mie ansie, la mia paura di essere abbandonata, ma quel coraggio e quella speranza che ti vedranno realizzato con le tue capacità e spiccare il volo senza dipendere da nessuno se non da te stesso e dal Signore. Ti amo e ti aspetto.”

Questo diario è tuo, figlio mio, quando tu sarai grande abbastanza da capire e sfoglierai queste pagine alle quali ho consegnato le mie sensazioni, le mie emozioni, il mio mondo interiore, il mio quotidiano, vedrai tua madre come magari non l’avrai mai conosciuta… una ragazza di venticinque anni che già accarezzava l’idea di potere vivere la maternità, una donna di quasi trenta che ha riempito d’amore ogni angolo ogni foglio ogni pensiero della sua vita e poi una neo mamma alle prese con il  quotidiano che dovrà imparare ad accudirti e che crescerà insieme a te. Mi auguro di potere avere il tempo necessario per potere scrivere tutto di noi appena tu sarai nato, tutte le tue scoperte e i tuoi progressi, i miei dubbi e le mie conquiste, la crescita quotidiana del nostro legame, il legame più bello, quello tra una mamma e suo figlio, cosicché niente sia abbandonato all’oblio. Oggi ho capito che scrivere un diario non è solo guardarsi allo specchio, no. È proprio istaurare un dialogo tra l’ieri e il domani e tra innumerevoli attimi presenti in cui chi mi legge può intervenire e commentare. Sebbene queste pagine siano di dominio pubblico e siano lette e commentate da altri genitori e da tanti amici, sei tu, Matteo, fino a ieri Pollicino, il fruitore finale di queste pagine, è con te che ho istaurato questo dialogo,è a te che mi rivolgo. Un giorno tu mi risponderai, spero, io intanto sono qui in attesa di questo feed back convinta insieme al poeta e pedagogista Danilo Dolci che “ciascuno cresce solo se sognato”.

…under construction…

 Caro Matteo, mancano 56 giorni al giorno in cui è prevista la tua venuta al mondo ed è la prima volta che decido di chiamarti per nome qui sul mio diario. 56 giorni, 8 settimane ancora dentro di me, in questa simbiosi meravigliosa in cui non si distinguono i confini tra te e me, in cui come un’unica cosa, viviamo di amore reciproco i giorni e le ore che ci vengono regalate. Quanta luce oggi finalmente! Anche tu avrai potuto vederla perché sei rimasto sveglio per quasi tutto il tempo. Il sole è tornato a farci l’occhiolino dopo una settimana uggiosa ed una passeggiata a mare oggi non sarebbe stata niente male. Ma il prato verde del Foro italico o la sabbia fine di Mondello sono lontani dalla nostra portata per il momento, abbiamo altro di più urgente da fare…

Cavoli… sento qualcosa di duro appollaiato a destra lì vicino al mio fegato e possono i tuoi pugni giocare in continuazione con la mia vescica costringendomi a visitare il bagno centinaia di volte? ma sei proprio un giocherellone! Chissà quali sono i tuoi pensieri, le tue emozioni, chissà se condividi la mia attesa e la mia frenesia. Questi giorni per me e papà sono tutto uno sfaccendare, un prepararci al tuo arrivo. Ribadisco, abbiamo uno stile tutto nostro, uno stile che io definisco random, perché alterniamo giorni di apatia assoluta in cui lasciamo che le giornate ci scivolino addosso senza concludere nulla a momenti in cui, tutt’a un tratto ci svegliamo dal nostro torpore e ci diamo da fare. Ora pare che siamo entrati in quest’ultima fase e infatti ho solo pochi minuti da dedicare al nostro diario in questo momento, perché una pila di documenti da traslocare mi aspetta impaziente. Stamattina sono stata con papà al Policlinico, dove gli hanno tolto 12 punti di sutura per un intervento al neo che doveva asportare da mesi. Dovresti vedere com’era deluso quando la dottoressa gli ha detto che per altri tre giorni non potrà bagnare la ferita. Temo che sia in crisi di astinenza da palestra e inizia a dare segni di cedimento! Ma almeno ci siamo dedicati a cose che avrebbe continuato a rimandare ad oltranza, per esempio ieri siamo stati in un negozio di bricolage a comprare dei pannelli isolanti per la veranda e nei prossimi giorni lo attende questo lavoretto. Devi sapere che la nostra casa è troppo esposta al mare che dista solo 200 metri e in veranda, dove ho fatto realizzare illo tempore un ampio angolo cottura che comunica con la zona pranzo, c’è troppa umidità così d’inverno, tra i vapori della cucina e l’umidità esterna si crea una condensa assolutamente nociva soprattutto per un piccolo ometto in arrivo! Mi auguro che con questo controsoffitto coibentato si risolva il problema, in ogni caso non ci resterà che provvedere con un bel deumidificatore.

Stamattina invece, finita la visita in ospedale e con un po’ di fretta perché poi papà è ritornato a lavoro, siamo entrati in un negozio di mobili di importazione e finalmente abbiamo scelto lo scrittoio per il salone dove stiamo allestendo un angolo studio, che si rende necessario visto lo sfratto dalla tua cameretta di tutta la nostra roba. Finalmente giovedì avremo un posto dove traslocare pc e cartelle di documenti ed entro il 14 ottobre dovrebbero consegnarci anche l’armadio per la tua cameretta.  In quella stanza rimarranno così da sostituire solo la tenda e il lampadario… mica posso lasciare quelli che ci sono adesso! Nossignore, una tenda nuova e un lampadario nuovo sono in arrivo. Domani pomeriggio mi dedicherò a questi nuovi acquisti. Insomma i lavori non sono terminati, il portafogli piange un pochetto perché  in corso d’opera abbiamo deciso di fare cose che non avevamo preventivato ma che soddisfazione immensa nel vedere una casa che si trasforma in un nido e una coppia che si appresta a diventare una famiglia!

Panciona ai fornelli

Sollecitata da un tempo diventato d’improvviso così inclemente, e chissà, forse in preda a un demone che ha risvegliato in me appetiti sopiti da mesi, voglie irrefrenabili di sperimentare, aprire la dispensa alla ricerca di quell’ingrediente che mi dia l’ispirazione giusta, e vedere concretizzare tutte le mie fantasie culinarie, pare che dopo otto mesi e per un periodo che ormai ritengo sarà brevissimo, io Marika, quella dei Marikaretti, quella che su facebook ogni settimana dava una ricetta alle sue amiche e che preparava cene da gourmet per il solo piacere di stuzzicare i palati del parentame o degli amici più cari o più semplicemente del maritozzo che era continuamente e letteralmente preso per la gola… sia ritornata in me! Da aprile non aprivo più la mia dispensa. Quella cucina, che fino ad allora sembrava il retrobottega di un forno, per la mole di farine di tutte le specie, pacchi di zucchero stipati perfino tra le stoviglie, litri di latte, chili di burro e dozzine di uova, si era improvvisamente svuotata, lentamente ma inesorabilmente, fino a che, sabato sera, mentre i miei cugini erano a cena da me e stavo offrendo loro il caffè, mi sono accorta che in dispensa non c’era più lo zucchero!!! (in realtà un pacco d’emergenza c’era, ma lo trovai solo il giorno dopo cercando meglio oltre la barricata di tovaglioli e bicchieri di plastica stipati a flotte). Con somma mortificazione dovetti offrire il mio caffè con lo zucchero di canna o con il fruttosio. Da quella sera in me una spia di allarme si accese; dovevo restituire dignità di laboratorio culinario alla mia cucina e, invasata, ho iniziato a rispolverare vecchi libri di cucina, vecchie riviste alle quali ero abbonata (sale&pepe, cucina moderna, cucinare bene) e rimettermi in carreggiata. Improvvisamente mi sono accorta che la terribile stanchezza che mi aveva fatto chiudere bottega era scomparsa e al suo posto, una nuova voglia di cucinare, impastare, pasticciare mi ha rapita.

Fino ad ora mi è stato tremendamente facile resistere a tutte le tentazioni, ogni volta che qualcuno, vendendomi in stato interessante, tendeva a viziarmi o a evitare di pronunciare i nomi di cibi particolari per non farmi venire le tanto famigerate voglie, io lo guardavo con un sorriso, dicendo che il mio appetito non era per nulla aumentato, non avevo voglia di nulla, e la storia delle voglie mi è sempre sembrata una bufala! Anzi, forse il mio appetito era diminuito, certi odori continuavano a darmi fastidio anche nel secondo trimestre e fare la dieta di 1500 calorie che mi avevano dato in ospedale (e che ha riscosso tanto successo , vero amiche blogger?) era per me un gioco da ragazzi. Tutto questo fino a ieri però. Sì perché ora non è più così, ora mi sveglio al pensiero di fare incontrare il latte e la panna e dare vita a una irresistibile creme bruleè, oppure, fare fuori quelle troppe tristissime pere e pesche affastellate nella fruttiera inventandomi una crostata o una ciambella rustica, terminare una cena fin troppo povera (brodo vegetale, mozzarella e broccolo bollito) con una crema catalana o un soufflé al cioccolato… O mon dieu, sarà la mia fine, lo so… ma chi osa privare del piacere della buona cucina una donna incinta ormai all’ottavo mese, che a stento riesce a godersi una passeggiata, che non riesce più a godere d’altro per via della sua goffaggine? In fondo penso che il mio paffuto Pollicino me ne sia grato! La glicemia è buona, la pressione è buona, il peso nella norma, non mangio schifezze industriali, ma solo cose cucinate in casa e con ingredienti genuini, m’è tornata la voglia di dolce che ho sconosciuto per tutta la gravidanza, suvvia, brava gente, pietà allora per la panciona ai fornelli!