Pioggia di amarezza

 Nelle ultime settimane un’orda di pensieri accompagnata da una infinita stanchezza mi hanno ridotto all’afasia.
E intanto piove piove piove, non smette mai, a memoria mia non ricordo un settembre più piovoso di questo. C’è il pericolo che tutto questo grigio mi salga dalle suole delle scarpe, avvolga il mio corpo e raggiunga i miei pensieri!

Troppe volte mi sono messa davanti a questo foglio bianco cercando di sgranare i miei pensieri e continuare a parlarti delle mie esperienze di mamma gravida, ma un gomitolo di nubi, come ombre scomposte, si agitano, inciampano tra loro, si urtano.
Mi vedo come allo specchio, con lo sguardo perso al soffitto e la bocca spalancata a canticchiare  una ninna nanna cercando di stanare una rabbia profonda e senza perdono che mi si è annidata dentro l’animo.
Rabbia perché?
Per esempio perché fuori casa mia la strada è diventata una discarica a cielo aperto? Per esempio perché bastano due gocce d’acqua e un po’ di vento a fare otturare i tombini e fare riversare quintali di liquami dalle fogne? Basta un temporale estivo a fare franare un intero quartiere a pochi chilometri da casa mia e ad aprire voragini nelle strade??? E poi rabbia perché spesso mi sento sola, incompresa e incomprensibile, io non riesco a lasciare scorrere le cose storte, non riesco a rassegnarmi, cerco sempre un senso più profondo alle cose e invece guardo chi mi circonda che si arrabatta come può,come se tutto questo panorama da terzo mondo sia normale, perché tanto di cambiare e migliorare una città alla deriva non ha voglia nessuno…
Spesso penso di fuggire via, in una città a misura d’uomo e di bambino, dove farti crescere più sereno.
Spesso provo angoscia per le difficoltà che affronta quotidianamente chi decide di restare a Palermo e combattere ogni giorno con delle problematiche insormontabili.
A volte penso che l’unico legame che mi trattiene sono i tuoi nonni e benché io ami visceralmente la mia città, adori casa mia, mi rendo conto di quanto sia dura resistere e forse la mia è proprio una battaglia persa in partenza.

Scusa lo sfogo, ma proprio il pensiero del tuo arrivo mi pone tanti interrogativi e mi fa scontrare con una realtà che interrogo e che mi interroga…

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