32^ settimana …Fotografato in 3D…

È un martedì di fine settembre che sembra di nuovo estate. Stamattina mi sono rotolata giù dal letto intorno alle otto meno un quarto, quando Vincenzo mi ha informato che non c’era acqua. Il portiere, subito interrogato, ci ha informati che c’è stato un guasto all’acquedotto e tutto il quartiere è in questa disagevole situazione. Meno male che ho l’abitudine di tenermi in casa un bidone di riserva per le emergenze, ma l’inconveniente è che è un po’ troppo pesante per riuscire a svuotarlo da sola. Fino ad ora attendo pazientemente che il guasto venga riparato, ma non so quanto durerà ancora la mia pazienza…

Adesso che sono con le mani in mano e ancora in pigiama, non mi resta che darti dei brevi aggiornamenti tecnici: ieri, che eravamo alla 30+6 siamo stati in ambulatorio a fare l’ecografia del terzo trimestre. Sei in situazione longitudinale e presentazione cefalica, la tua biometria corrisponde a un bambino di 31+4, quindi cresci bene. La ginecologa che ci ha fatto l’ecografia ha detto che sei un bel bambinone e che il tuo peso si aggira tra 1,730 e 1,980 kg. Leggo qui sul referto che, se in base all’epoca di amenorrea la DPP corrisponde al 1° dicembre, in base a questa biometria già per il 26 novembre dovresti essere pronto a nascere. Vediamo un po’ se sarai precoce o pigrone e intanto non mi resta che attendere questi due lunghi mesi.

Per la prima volta io e la nonna ti abbiamo visto in faccia con l’ecografia 3D. Stavi dormendo ed una lacrimuccia mi ha rigato il viso raggiante di commozione e felicità. Eri placidamente adagiato con il visino rivolto a sinistra a cercare la mia pancia e le tue mani invece erano appoggiate sul tuo sterno e rivolte a destra. Il naso sembra identico al mio, le labbra invece a quelle di papà, hai le guanciotte soffici e paffute e non riesco a capire bene se l’incavo dei tuoi occhi grandi assomigli più al mio o a quello di papà. Hai l’attaccatura dei capelli con la fronte a cuoricino, ma questo potresti averlo ereditato indifferentemente da me o da papà entrambi con la fronte a cuore.

Peccato che il tuo papà si sia perso questa ecografia! Quando gli ho fatto vedere la foto in bianco e nero che mi hanno consegnato, ma che non rende giustizia dell’originale a colori, lui è rimasto un po’ deluso ed anche impressionato… Effettivamente queste ecografie 3D fanno un po’ impressione e forse chissà, ha ragione lui a dire che tolgono tutta la sorpresa del primo incontro in sala parto quando tutto avvolto nelle tue membrane e con la pelle tutta rattrappita, ti vedremo finalmente per davvero.

Intanto io non riesco più a staccare i miei occhi di dosso a questa ecografia. Ti guardo e ti riguardo, poi mi tocco la pancia e ti parlo, mi sono rincretinita precocemente, lo so! Tu intanto ti muovi scalpiti e ti agiti dentro di me. Chissà che giochi ti inventi per passarti il tempo lì dentro! Io, dopo aver finito il mio repertorio di canzoni, ogni tanto leggo ad alta voce una pagina qualsiasi dei libri che ho sotto gli occhi per tenerti compagnia, in questi giorni ne sto leggendo due: Una madre lo sa di Concita de Gregorio e Scacco a Dio di Roberto Vecchioni. Certo non sono libri per bambini ma tanto a te per ora interessa sentire solo la cantilena della mia voce, no?

Ah, ma non ti ho parlato del corso preparto… domani ho la quarta lezione, beh come potrei definire questa esperienza? Tutte a scuola?! Assieme ad altre 15 pance abitate ogni mercoledì mattina dalle 9.30 alle 13.30 mi reco nell’ospedale dove nasceremo (sì certo, non è un lapsus, nasceremo tutt’e due, tu come figlio e io come mamma!) e vado a seguire queste lezioni dove oltre a insegnarmi come comportarmi in travaglio, durante il parto e durante i primi giorni dopo il parto, provano a fugare tutti i nostri dubbi e le nostre ansie riguardo a questo evento meraviglioso e “tremendo”. Il corso è articolato in due fasi, una teorica, in cui ad ogni incontro un’ostetrica o uno specialista (ginecologi pediatri anestesisti) ci introducono un argomento: gravidanza, travaglio, parto, anestesia durante il parto e cesareo, post-partum, puericultura, massaggio neonatale… e una parte pratica di training autogeno. Che meraviglia questo training! Non puoi capire quanto mi rilassa!!!

Però mi pongo una domanda: sarò capace di pensare alla respirazione e a tutto il resto in preda al delirio e al dolore delle contrazioni? Mah, io intanto mi inizio a rilassare sin da ora, poi si vedrà…

Pioggia di amarezza

 Nelle ultime settimane un’orda di pensieri accompagnata da una infinita stanchezza mi hanno ridotto all’afasia.
E intanto piove piove piove, non smette mai, a memoria mia non ricordo un settembre più piovoso di questo. C’è il pericolo che tutto questo grigio mi salga dalle suole delle scarpe, avvolga il mio corpo e raggiunga i miei pensieri!

Troppe volte mi sono messa davanti a questo foglio bianco cercando di sgranare i miei pensieri e continuare a parlarti delle mie esperienze di mamma gravida, ma un gomitolo di nubi, come ombre scomposte, si agitano, inciampano tra loro, si urtano.
Mi vedo come allo specchio, con lo sguardo perso al soffitto e la bocca spalancata a canticchiare  una ninna nanna cercando di stanare una rabbia profonda e senza perdono che mi si è annidata dentro l’animo.
Rabbia perché?
Per esempio perché fuori casa mia la strada è diventata una discarica a cielo aperto? Per esempio perché bastano due gocce d’acqua e un po’ di vento a fare otturare i tombini e fare riversare quintali di liquami dalle fogne? Basta un temporale estivo a fare franare un intero quartiere a pochi chilometri da casa mia e ad aprire voragini nelle strade??? E poi rabbia perché spesso mi sento sola, incompresa e incomprensibile, io non riesco a lasciare scorrere le cose storte, non riesco a rassegnarmi, cerco sempre un senso più profondo alle cose e invece guardo chi mi circonda che si arrabatta come può,come se tutto questo panorama da terzo mondo sia normale, perché tanto di cambiare e migliorare una città alla deriva non ha voglia nessuno…
Spesso penso di fuggire via, in una città a misura d’uomo e di bambino, dove farti crescere più sereno.
Spesso provo angoscia per le difficoltà che affronta quotidianamente chi decide di restare a Palermo e combattere ogni giorno con delle problematiche insormontabili.
A volte penso che l’unico legame che mi trattiene sono i tuoi nonni e benché io ami visceralmente la mia città, adori casa mia, mi rendo conto di quanto sia dura resistere e forse la mia è proprio una battaglia persa in partenza.

Scusa lo sfogo, ma proprio il pensiero del tuo arrivo mi pone tanti interrogativi e mi fa scontrare con una realtà che interrogo e che mi interroga…